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NEWS / SIMONE RUGIATI, LA MIA PASSIONE PER LA CUCINA

17 Gennaio 2012 -

Lo abbiamo atteso diversi giorni, ma finalmente eccolo sulle pagine del sito di Oriocenter.it.Il noto cuoco televisivo Simone Rugiati ci ha raggiunto, regalandoci una bella intervista a tutto tondo sulle sue passioni, i suoi obiettivi e le sue aspirazioni come cuoco. Con un occhio puntato al sole di Miami.


Simone Rugiati
nasce a Empoli nel 1981, si diploma all’Istituto Alberghiero F. Martini di Montecatini Terme, partecipando successivamente a corsi e concorsi, frequentando stage formativi in Italia e all’estero. Ma è in televisione, prima su Gambero Rosso, e poi su La7 e La7D ad affermarsi in una categoria molto giovane com'è quella del cuoco televisivo, autentiche star del piccolo schermo e dei programmi di intrattenimento dedicato al food. Tra le sue apparizioni, La prova del cuoco (Rai Uno, 2002-2010), Oggi cucino in... (Gambero Rosso Channel, 2006), SOS Simone (Gambero Rosso Channel, 2009), Cuochi e fiamme (LA7D dal 2010, su LA7 dal 2011), Io, me e Simone (Cielo, 2010-2011).


1. Benvenuto Simone e grazie per aver accettato questa chiacchierata. Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a diventare un cuoco?


Fin da piccolo ho dimostrato interesse e curiosità nei confronti della cucina; a 3-5 anni le merende a casa con la tata o da portare all’asilo, e poi a scuola, erano un momento per me più divertente di qualsiasi gioco. La passione è nata dopo, ma già quelli erano segnali.
Quando ho deciso di frequentare l’istituto alberghiero non avevo ancora deciso di fare lo chef, anche perché era una professione ben diversa da adesso, ma avevo capito che la cucina a 360° era il luogo dove mi sarebbe piaciuto lavorare.


La professione è cambiata molto nel corso degli ultimi 7 – 8 anni e proprio questo cambiamento che ha portato gli chef al di fuori dei ristoranti, mi ha permesso di avventurarmi lungo una strada che mi avrebbe permesso di sfruttare e migliorare il mio talento in molti modi diversi.


2. Quali sono stati i passaggi più significativi della tua carriera?


Dopo il diploma all’istituto alberghiero sono stato in alcuni ristoranti come comis, esperienze interessanti e formative, ma che mi stavano strette perché sono una persona dinamica. Da lì mi sono proposto e ho trovato lavoro a “Food Editore”, il principale editore italiano di food, dove lavoravo in cucina anche per 8 ore al girono, incontrando gli chef più famosi. Ho lavorato a oltre 200 libri e diretto 2 riviste, un’esperienza importantissima.


Il secondo punto cruciale coincide con la mia partecipazione a un casting per un trasmissione tv con Iva Zanicchi, “Il Piatto Forte”. Sono stato scelto tra tanti cuochi, molti dei quali già affermati. Da lì a quando mi ha visto Gambero Rosso, il tempo è passato velocemente ed è partito tutto!


3. C'è stato un momento in cui pensavi di non riuscire a portare avanti la tua passione?


No, non ci ho mai pensato, non vorrei fare altro. All’inizio non potevo immaginare di diventare un volto tv e un uomo di comunicazione, ma ho capito fin dalla fine dell’istituto alberghiero che avrei trovato il mio posto in questo affascinante mondo.


4. Cuoco televisivo, personaggio televisivo e scrittore. In quale ruolo ti vedi meglio?


Sicuramente al centro di tutto c’è sempre la cucina, raccontare e consigliare piatti a chi mi segue è la cosa piu bella e importante, sia sotto forma di format tv, di libro o di dimostrazione poco cambia. E’ sempre la stessa idea iniziale. Sicuramente la tv mi attrae e mi piacerebbe fare un’esperienza che vada al di là del mondo della cucina, ma adesso questo è il mio mondo.


5. Da cuoco televisivo, prima su Gambero Rosso Channel e poi su La7 e Cielo, a concorrente di un reality show. Qual è il percorso che accomuna questi momenti della tua carriera televisiva?


Bisogna distinguere tra le trasmissioni food e l’Isola dei Famosi: il cambiamento principale tra Gambero Rosso e LA 7. Collaboro con Gambero Rosso da 4 anni e con diversi format cucino e spiego delle ricette, mentre nel caso di “Cuochi e Fiamme” su La7 conduco una trasmissione, dove presento alcune ricette, piccoli suggerimenti all’interno di un’esperienza più varia e dinamica da conduttore.

La partecipazione all’Isola purtroppo è durata poco: ci sono andato con lo scopo – idea di far mangiare tutti, ma la mia permanenza non è stata così prolungata da permettere ai miei compagni di conoscermi al meglio.


6. A quali cuochi internazionali (o nazionali) ti ispiri? Con chi vorresti lavorare almeno una volta nella tua vita?


Non mi ispiro a nessuno, vado per la mia strada e cerco di continuare a seguirla, a differenza di altri personaggi che non fanno proprio cosi.


L’unica persona a cui non mi ispiro, ma per cui nutro una grandissima ammirazione è Jamie Oliver, che è stato capace di creare - o almeno dare un grande sviluppo al lavoro degli chef in tv.


7. Come cuoco televisivo, hai avuto modo di conoscere diversi concorrenti e apprezzare le loro ricette. Ne hai fatte tue alcune? Se si quali?


Non ho una ricetta in particolare, mi piacciono molto le persone che stanno su piatti classici senza cercare di inventare portate troppo complesse, dando però un tocco personale; questo denota conoscenza delle basi della cucina, ma anche personalità per suggerire una variazione.


8. Tra i giudici di Cuochi e Fiamme, da quale ti senti più intimorito?


Provo molto rispetto per tutti e tre, ma se fossi intimorito dal loro giudizio per quello che dico, per le ricette che suggerisco o per i consigli che do ai concorrenti, non farei questo lavoro!


9. Un progetto per il tuo futuro.


Per scelta al momento non ho un ristorante, il lavoro non mi permette di stare fermo più di 1-2 gironi. In un futuro mi piacerebbe avere un ristorante.

Al momento sono molto felice delle diverse attività che svolgo. Una mia esperienza nel mondo dei ristoranti potrebbe partire da Miami… chissà…


Ricordiamo che Simone Rugiati cucinerà per noi, anche solo virtualmente, proponendoci un'ottima ricetta... Restate collegati anche su Facebook per conoscere gli ingredienti-segreti di questo piatto.